Ecco il decalogo per vivere e non vivacchiare:

Ecco il decalogo per vivere e non vivacchiare:

1. Sii te stesso: senza maschere, rimpianti, paure o arrivismi. Difendi le tue convinzioni, assumiti le tue responsabilità, ma sappi anche sorridere di te stesso.

2. Convinciti che non tutto è programmabile nella vita e quindi ritrova la vera libertà interiore. Ricorda che talvolta una sconfitta può far maturare di più che un successo.

3. Accetta la gradualità della tua maturazione, senza voler tutto subito. Lasciati guidare da qualcuno più esperto di te, che desideri il tuo vero bene.

4. Non fondare la tua vita sugli slogans, i miti, le mode: ne resteresti presto deluso. Scopri piuttosto a cosa sei chiamato e poi persegui la tua vocazione con coraggio.

5. In qualunque situazione ti verrai a trovare, ricordati che Dio ti accoglie e ama, ti perdona e ti rimette in cammino perché lui conta anche su di te per costruire un mondo migliore.

6. Da' valore alla qualità di esperienze che fai piuttosto che alla loro quantità: il tuo futuro lo giochi nelle piccole scelte quotidiane del presente.

7. Non prendere mai decisioni importanti per conformismo, per dimenticare una delusione o in momenti di crisi: ritrova prima la serenità per capirti, dialogare con chi ti capisce, valutare meglio la situazione.

8. Vivi con passione le caratteristiche della tua età, cercando di sviluppare armonicamente tutte le dimensioni della tua personalità: corporeità, intelligenza, volontà, sentimenti, socialità, spiritualità...

9. Non considerarti mai un arrivato. Guarda con fiducia al futuro, coltiva grandi ideali e valori, impegnandoti però nelle piccole cose di tutti i giorni.

10. Rifiuta tutto ciò che ti presenta la vita come un'avventura facile, tutto ciò che ti impedisce di restare qualche volta solo o di comunicare in profondità col tuo prossimo.

tirocinio

stiamo nuovamente provando a fare quello che ci ha insegnato Jacek; qualcosa ricordiamo e qualcosa no. Non perdiamo la speranza di riuscirci.

incontro 6 -7 ottobre 2007

l'incontro del 6 -7 ottobre ha visto riunite tutte le superiore d'Italia. L'argomento trattato da Sr Agnese didu, prevedeva la relazione dei nostri voti con la fraternità. La relazione tenuta è stata molto interessante e le Superiore che hanno avuto precedentemente il testo scritto, si sono dette molto contente perchè sarà utilizzato nelle comunità come strumento di lavoro per l'approfondimento comunitario.

realtà

siamo contente di questo lavoro

Lentamente muore chi diventa schiavo ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marcia, chi non rischia

e chi non cambia colore dei vestiti,

chi non parla a chi non conosce. (…)

Lentamente muore chi evita una passione,

chi preferisce il nero su bianco

piuttosto che un insieme di emozioni,

proprio quelle che fanno brillare gli occhi,

quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti. (…)

Lentamente muore chi non rischia la certezza per l’incertezza,

per seguire un sogno,

chi non si permette, almeno una volta nella vita,

di fuggire dai consigli sensati. (…)

Lentamente muore chi passa i giorni

A lamentarsi della propria sfortuna

O della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,

chi non fa domande sigli argomenti che non conosce,

chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo

richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. (P. Neruda)